Deblattizzazione

IL NOSTRO MODELLO DI LAVORO
Cosa facciamo quando siamo interpellati per eseguire un lavoro di deblattizzazione?

Di cosa si tratta?

La deblattizzazione è l’attività operativa della disinfestazione, intesa quale l’insieme dei procedimenti atti a prevenire e distruggere la presenza di piccoli animali parassiti (macrorganismi) in ambienti interni ed esterni sensibili, specializzata nella lotta e il controllo di uno dei parassiti più comuni che infestano ambienti civili e industriali, la blatta, comunemente chiamata scarafaggio.

La deblattizzazione è l’attività operativa della disinfestazione, intesa quale l’insieme dei procedimenti atti a prevenire e distruggere la presenza di piccoli animali parassiti (macrorganismi) in ambienti interni ed esterni sensibili, specializzata nella lotta e il controllo di uno dei parassiti più comuni che infestano ambienti civili e industriali, la blatta, comunemente chiamata scarafaggio.

Di insetti appartenenti alla famiglia dei cosiddetti blattoidei in Italia ce ne sono diversi, circa 400, ma le specie veramente dannose per l’uomo sono numericamente molto poche, 4. E’ molto importante il riconoscimento di queste 4 specie, perché riconoscerle ci aiuta a combatterle meglio e noi di Sanifico siamo esperti in riconoscimenti entomologici.

LE SPECIE E GLI AMBIENTI

Cerchiamo di conoscerle un po’ meglio: o Blatta orientalis o blatta di fogna, Blattella germanica o blatta fochista, Periplaneta americana o blatta rossa o americana e Supella longipalpa o blatta delle suppellettili.

Una blatta per ogni ambiente: ambienti freschi, caldi, caldo/umidi, fresco/umidi, conoscere gli ambienti può fare la differenza e noi di SANIFICO disponiamo di questo know-how.

IL MONITORAGGIO

Abitazioni-industrie-cantine-fognature-cucine-bar-bagni-ospedali, questi sono gli ambienti maggiormente graditi dalle blatte, per cui se siete responsabili di queste attività o vivete e frequentate questi luoghi, iniziate da oggi a prestare la massima attenzione e a contattare Sanifico nel momento del bisogno, direi anche prima nel momento del monitoraggio, tecnica di grande valore perché consente di essere informati sin dall’inizio dell’insorgere di una infestazione e mette in grado di poterla controllare con il massimo dell’efficacia, per cui quando il problema sono le blatte, la parola d’ordine è MONITORAGGIO!

Il nostro modello di lavoro

Cosa facciamo quando siamo interpellati per eseguire un lavoro di deblattizzazione? 

PRIMO PASSO

A) Cosa analizziamo?

  1. La storia della disinfestazione del sito infestato
  2. Le specie presenti
  3. I rifugi
  4. Il livello di infestazione in corso
  5. I punti maggiormente infestati
  6. Lo stato igienico dell’ambiente
  7. Le pulizie igienico-ambientali che si eseguono di routine
  8. Le possibili cause dell’infestazione
SECONDO PASSO

Cosa eseguiamo durante la fase operativa?.

  1. Ispezioniamo i luoghi trofici in funzione di temperatura-umidità-disponibilità alimentareb.
  2. Proponiamo un calendario dei trattamenti: 4/8 annui che dovrebbero corrispondere con l’accensione-spegnimento degli impianti di riscaldamento che corrispondono ai periodi di maggiore proliferazionec.
  3. Realizziamo una planimetria di collocamento delle trappole con individuazione aree a rischiod.
  4. Installiamo un impianto di monitoraggio in tutti i punti criticie.
  5. Documentiamo le attività eseguite con dei reportf.
  6. Verifichiamo le tipologie di applicazione dei biocidi ammessi nelle varie aree e quali attrezzature di supporto utilizzareg.
  7. Controlliamo le catture e identifichiamo le specieh.
  8. Raccomandiamo in merito alle principali procedure da attivare come ad esempio:
    1. implementazione opere di puliziaii.
    2. incremento ispezioni nelle zone criticheiii.
    3. interventi mirati con esche in gel e rimozione trappole in aree sensibili.
    4. uso di insetticidi in aree meno critiche in senso centripeto ed in altezza se in presenza di Blattella Germanica.
    5. riposizionamento trappole e valutazione dell’efficacia del trattamento

 

  • Monitorare la specie infestante (individuazione dell’infestante, quantificazione degli infestanti presenti in rapporto a soglie di tollerabilità);
  • monitorare la specie infestante (individuazione dell’infestante, quantificazione degli infestanti presenti in rapporto a soglie di tollerabilità);
  • studiare l’andamento dell’infestazione nel tempo;• misurare l’efficacia di un trattamento correttivo;
  • contenere localmente la presenza delle blatte (tramite la cattura massiva).

Il monitoraggio blatte è pertanto indicato negli ambienti produttivi, nei magazzini di prodotti alimentari, in tutte quelle aree dove occorre minimizzare il rischio dato dalla dispersione di prodotti chimici, perché permette una gestione controllata di eventuali disinfestazioni.

Il monitoraggio delle blatte contempla l’uso di trappole collanti a feromone composte da superfici adesive attivate da sostanze chimiche, prodotte dagli insetti stessi e sintetizzate in laboratorio, usate come esca attrattiva.

Gli insetti catturati devono essere controllati periodicamente per valutare le soglie di rischio in base alla quantità catturata. Rentokil stabilisce la soglia critica di limite in base ai diversi fattori: periodo stagionale, ciclo biologico dell’insetto, area geografica, tipo di prodotto presente e destinazione d’uso dei locali.La lettura dei dati raccolti dal monitoraggio presuppone la competenza di figure specializzate come tecnici disinfestatori e biologi.

Inoltre le trappole di monitoraggio devono essere controllate e il componente va rinnovato o sostituito periodicamente nell’arco dell’anno.I trattamenti di deblattizzazione mirano all’abbattimento della popolazione presente, ed alla prevenzione di nuove infestazioni. Per quanto le metodologie di prevenzione impiegate abbiano successo nell’eliminazione delle blatte presenti, non si può escludere in maniera assoluta il rischio di re-infestazione, che può essere causata ad esempio dall’ingresso di nuovi scarafaggi dall’esterno tramite prodotti infestati e imballaggi.

Le tecniche di deblattizzazione in azienda sono diverse e spesso si integrano: lotta chimica, lotta meccanica, trattamento con gel.

Lotta chimica

A seguito di sopralluogo vengono attuati due trattamenti ravvicinati nel tempo con uso di prodotti snidanti che agiscono per contatto e ingestione. Si effettuano due trattamenti per eliminare sia gli adulti – durante il primo trattamento di deblattizzazione – sia le giovani blatte uscite dalle ooteche durante il secondo trattamento.

A seguito di sopralluogo vengono attuati due trattamenti ravvicinati nel tempo con uso di prodotti snidanti che agiscono per contatto e ingestione.

Si effettuano due trattamenti per eliminare sia gli adulti – durante il primo trattamento di deblattizzazione – sia le giovani blatte uscite dalle ooteche durante il secondo trattamento.I trattamenti di disinfestazione possono prevedere l’utilizzo di attrezzature e prodotti diversi in funzione delle realtà da trattare e delle specie target da colpire:

  • Irrorazione di sostanze insetticida con pompe a pressione o tramite lance direzionali in modo da trattare pareti, pavimenti e perimetri in ogni interstizio.
  • Eventuale trattamento di saturazione mediante nebulizzatori o con bombolette a svuotamento automatico.
  • Insetticidi in gel.

Per un risultato efficace e duraturo è necessario colpire il focolaio di infestazione o luogo di nidificazione-aggregazione che è diverso per ogni specie.

Lotta meccanica

La lotta chimica deve essere integrata con l’impiego di trappole adesive attivate con attrattivo alimentare ed eventualmente feromone di aggregazione che hanno un duplice scopo di monitoraggio e di cattura massiva. Le trappole possono essere utilizzate con profitto a scopo di monitoraggio, sia per valutare l’efficacia di un trattamento insetticida, sia per evidenziare la presenza di focolai di infestazione, in modo da intervenire tempestivamente con trattamenti localizzati.
Lo scopo è quello di gestire più razionalmente la lotta chimica arrivando ad un controllo puntiforme di ogni area a rischio e riducendo il numero dei trattamenti, secondo i più moderni criteri previsti dalle metodologie HACCP.

Trattamento con gel

Trattamento con gelI formulati in gel, costituiti da una base attrattiva alimentare e da un principio attivo tossico per ingestione, consentono due tipi di trattamento:

  • Disinfestazione costante, se applicati all’interno di appositi dispenser
  • Disinfestazione topica, se applicati con siringa direttamente nei punti infestati

Gli insetti vengono attratti dal gel, se ne alimentano e restano irrimediabilmente intossicati.I trattamenti con gel offrono importanti vantaggi, che sono:

  • Effetto prolungato nel tempoo
  • Trattamento effettuato in sicurezzao
  • Il gel può essere utilizzato con estrema precisioneo
  • L’insetto viene attirato verso le postazioni senza avere poi possibilità di fuga
  • La sostanza attiva può essere trasferita da uno scarafaggio all’altro

Malattie blatte: rischi in azienda

La presenza di blatte all’interno di un’azienda può comportare una serie di rischi per dipendenti e clienti in grado di intaccare la reputazione di un’azienda sul lungo periodo. La pericolosità delle blatte è determinata dalle malattie che questi insetti possono trasmettere contaminando superfici e alimenti.
Per approfondire i rischi determinati dalla presenza di blatte consulta la sezione blatte e malattie.

   eblattizzazione

Una corretta e moderna prassi di disinfestazione dagli sacarafaggi (blatte e/o blattelle) deve comprendere tre distinte fasi:

  • deblattizzazione
  • (disinfestazione blatte /blattelle):PREVENZIONE;
  • deblattizzazione (disinfestazione blatte /blattelle) :BONIFICA;
  • deblattizzazione(disinfestazione blatte /blattelle):Mantenimento e Controllo (tramite la prassi del monitoraggio).

LA PREVENZIONE

La prevenzione, nella lotta alle blatte e alla blattella (deblattizzazione o disinfestazione scarafaggi) è rappresentata dall’insieme di pratiche ed accorgimenti necessari per evitare che le blatte si insedino negli edifici oggetto del controllo, utilizzando come vie di transito le condotte e le canalette degli impianti di servizio (elettrico, di riscaldamento e/o di raffreddamento, scarichi delle acque di lavaggio, scarichi delle acque nere, …).

LA BONIFICA

Ogni intervento di disinfestazione da blatte / blattelle (deblattizzazione) e, più in generale,
scarafaggi deve essere condotto nella piena consapevolezza che i formulati impiegati (insetticidi per uso civile, in futuro denominati “biocidi”) non devono costituire pericolo in termini di residui per il successivo utilizzo degli ambienti ove sono stati applicati (si pensi ad esempio alle attrezzature -fisse e mobili- di una cucina)… In sede di bonifica, II fase dell’opera di deblattizzazione (disinfestazione da blatte e blattelle), è opportuno privilegiare l’impiego di attrezzature in cui l’erogazione dell’insetticida è sempre controllabile in termini di direzione e quantità. Si privilegia l’utilizzo di pompe manuali a bassa pressione e di nebulizzatori elettrici a flusso variabile. Con questi strumenti è possibile controllare l’entità della dispersione dell’insetticida, non è sempre così quando si utilizza la lancia mitra collegata con pompe ad alta pressione. Ogni intervento sarà preceduto da una ispezione dei locali ove si deve intervenire per accertare l’assenza di alimenti esposti o stoviglie in genere.

Dato un edificio, o una porzione di edificio infestato, la lotta alle blatte (deblattizzazione) dovrebbe essere condotta prescindendo da rigidi schematismi (le classiche “applicazioni a calendario”) che possono mantenere una propria ragione d’essere solo in presenza di edifici che per posizione e struttura sono a certa reinfestazione.

MANTENIMENTO E CONTROLLO

Ricordiamo che i fattori predisponenti la reinfestazione sono:

  • scarsa igiene e pulizia dei locali,
  • vicinanza di locali infestati;
  • frequente scambio di merce (anche semplici imballi vuoti) con luoghi ove possono essere presenti blatte e blattelle (più in generale scarafaggi).

Nelle aree soggette ad intervento di deblattizzazione ed in quelle immediatamente confinanti verrà allestita una rete di monitoraggio della presenza di blatte e blattelle tramite la collocazione, nei punti a maggior rischio, di trappole collanti attivate con attrattivo alimentare. Queste verranno collocate nelle aree caratterizzate da un microclima caldo-umido e dalla possibilità che si accumulino residui alimentari. E’ opportuno che le trappole invischiate vengano
collocate o ricollocate qualche giorno dopo l’applicazione di formulati insetticidi tradizionali.

A distanza di 15 giorni circa dall’esecuzione dell’intervento di disinfestazione si procederà ad una ispezione delle trappole per rilevare le eventuali catture degli scarafaggi e poter così valutare, sulla base di un dato oggettivo, il perdurare o meno dell’infestazione. Il monitoraggio tramite trappole consente anche di rendersi conto del verificarsi di una reinfestazione da ambiente esterno e programmare l’esecuzione delle azioni necessarie.

DEBLATTIZZAZIONE (DISINFESTAZIONEBLATTE/BLATTELLE)

La lotta alle blatte (deblattizzazione o disinfestazione di/da blatte) è condotta perché questi insetti possono fungere da veicolo per svariati microrganismi patogeni (tra cui enterobatteri, pseudomonas aeruginosa, stafilococchi e micobatteri) ed altri parassiti (nematodi e cestodi) dell’uomo e di altri animali. Inoltre la loro presenza è in grado di danneggiare partite di derrate alimentari che possono essere contaminate da escrementi, da frammenti di blatte morte o, in presenza di elevate infestazioni, vengono rese inutilizzabili a causa dell’impregnazione con odori sgradevoli conferiti dagli stessi insetti.

Fase 1: la prevenzione
Nella lotta alle blatte ed alle blattelle (deblattizzazione o disinfestazione scarafaggi) la prevenzione è rappresentata dall’insieme di pratiche ed accorgimenti necessari per evitare che le blatte si insedino negli edifici oggetto del controllo, utilizzando come vie di transito le condotte e le canaline degli impianti di servizio (elettrico, di riscaldamento e/o di raffreddamento, scarichi delle acque di lavaggio, scarichi delle acque nere, …).

Fase 2: la bonifica
Ogni intervento di disinfestazione da blatte/blattelle e più in generale, scarafaggi deve essere condotto nella piena consapevolezza che i formulati impiegati (insetticidi per uso civile, in futuro denominati “biocidi”) non devono costituire pericolo in termini di residui per il successivo utilizzo degli ambienti ove sono stati applicati (si pensi ad esempio alle attrezzature, fisse e mobili, di una cucina).

Fase 3: mantenimento e controllo
L’esecuzione degli interventi insetticidi di mantenimento può essere realizzata sfruttando le caratteristiche del formulato in GEL. Questo svolge una marcata azione attrattiva nei confronti delle blatte, in questo modo è possibile giungere ad un controllo delle re infestazioni.

LA DEBLATTIZZAZIONE IN CONDOMINIO

Le Blatte (o scarafaggi) sono tra gli animali più antichi sulla terra.

Vivono in maniera gregaria e spesso vengono notati quando ormai si sono riprodotti in gran numero. Prediligono depositi di spazzatura, cucine, panifici e altri luoghi dove si trovano sorgenti di calore. Sono generalmente attivi nelle ore notturne essendo lucifughi, fuggono cioè dalla luce e di giorno si nascondono dietro gli armadi, nelle fessure dei muri.

Le blatte appartengono ad un ordine di insetti il cui sviluppo si svolge attraverso metamorfosi incomplete; dalle uova deposte in astucci (ovoidali o reniformi) che ne contengono circa una ventina, nascono degli individui (neanidi) che, a parte le minori dimensioni, hanno la stessa forma esteriore degli adulti, mancando solo degli organi di riproduzione e delle ali; le giovani neanidi vivono negli stessi ambienti degli adulti e si alimentano in modo simile; mano a mano che si accrescono compiono numerose mute, dopo l’ ultima delle quali raggiungono le massime dimensioni e la maturità sessuale. Le blatte adulte sono dotate di ali più o meno sviluppate che, in molti casi, peraltro, non consentono il volo; le ali possono essere rudimentali e talora del tutto assenti anche negli adulti; in alcune specie sono presenti solo nel maschio.

Il ciclo di sviluppo è piuttosto lento e si svolge in un intervallo di alcuni mesi o, addirittura, di alcuni anni, secondo la specie e le condizioni ambientali. Ad esempio, la Blatella germanica completa il suo sviluppo in circa 6 mesi, mentre la Periplaneta americana richiede in media tempi di sviluppo di 6-12 mesi. Tuttavia, per quest’ultima specie sono citati in letteratura casi di sviluppi postembrionali che hanno richiesto anche 19 o 34 mesi.

Nel corso dello sviluppo, i Blattodei subiscono in genere 5-6 mute, ma talvolta si possono avere anche più di 10 mute.

La pericolosità delle blatte riguarda soprattutto l’aspetto igienico-sanitario, infatti sono portatori di microorganismi patogeni sia per l’uomo e per gli altri animali, e che trasferiscono all’alimento per contatto diretto con il corpo o le zampe o deponendo feci e urine.

Le blatte possono entrare in contatto con i germi quando camminano e si cibano in luoghi malsani (fogne, discariche, pattumiere, latrine ) e trasportarli sul loro corpo e sulle loro zampe. In seguito possono depositarli sul cibo o su altri oggetti casalinghi, causando contaminazioni che portano a intossicazioni alimentari e dissenteria, fino alla trasmissione di infezioni: sperimentalmente, si sono dimostrate capaci di diffondere il colera e la tubercolosi; sono anche ospiti intermedi di alcuni elminti parassiti dell’uomo quale Hymenolepis diminuta.

La difesa dagli scarafaggi si indirizza esclusivamente contro le specie “domestiche” e si attua attraverso tre tipi di intervento:

  • Prevenzione
  • Trattamento con esche
  • Disinfestazione o deblattizzazione

La prevenzione è l’intervento di maggiore rilievo, in quanto elimina alla fonte la possibilità di infestazioni.

Gli scarafaggi sono infatti attirati da ogni possibile fonte alimentare e favoriti da condizioni che ne permettono l’ingresso e l’insediamento e il rifugio. In generale vanno adottate tutte le ordinarie misure d’igiene, quali la pulizia dei locali e degli arredi, lo stoccaggio temporaneo dei rifiuti organici in adatti contenitori a chiusura, la conservazione degli alimenti in contenitori chiusi e in ambienti puliti.

La manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici è un altro fattore di prevenzione, in quanto vanno sistematicamente rimosse le fessure nel pavimento e nella muratura, gli interstizi fra muratura e tubazioni e, in generale, tutti quelli che favoriscono l’ingresso, il passaggio o il rifugio degli insetti.

La scelta degli arredi deve essere finalizzata a favorire il più possibile la pulizia degli angoli più remoti, l’ispezione e l’eventuale intervento. I punti più critici sono le cucine, i servizi igienico-sanitari, le tubazioni di scarico, gli impianti elettrici, gli scantinati e, in generale tutti gli ambienti in cui si può accumulare un certo grado di umidità.

Scopi preventivi ha anche l’irrorazione degli esterni con insetticidi per usi civili.

Si tratta di prodotti attivi per contatto e ad alto potere abbattente.

Il trattamento con esche consiste nella disposizione di trappole, innescate con attrattivi alimentari, di varia natura (trappole meccaniche, a vischio, esche avvelenate).

Vanno disposte e ricambiate periodicamente nei possibili punti di passaggio quando si sospetta o si ritiene probabile l’ingresso di scarafaggi. Questa soluzione si presta generalmente per gli usi domestici.

La deblattizzazione è l’intervento curativo più drastico e consiste nell’irrorazione per mezzo di nebulizzatori e atomizzatori di insetticidi, spesso combinati con un attrattivo, oppure con la fumigazione.

Queste operazioni, poiché sono eseguite all’interno dei locali e richiedono la conoscenza dell’etologia e della biologia delle specie interessate, sono riservate ad operatori qualificati e ditte specializzate nel settore delle disinfestazioni di ambienti civili.

Fondamentale è l’adozione degli accorgimenti necessari a prevenire rischi di intossicazione di persone e animali, per quanto i prodotti impiegati siano a bassa tossicità.

In genere un intervento di disinfestazione si attua in più fasi che prevedono l’ispezione, il trattamento, il successivo monitoraggio (con l’uso di trappole) e, infine, un secondo trattamento eradicante, a distanza di 3 settimane, per colpire le neanidi nate dalle ovature.

Per un proficuo intervento, occorre partire con largo anticipo ed iniziare nel periodo della schiusa delle uova per limitare il proliferare delle blatte, e quindi nel periodo Marzo/Aprile.

In generale un insetticida da usarsi contro gli scarafaggi, deve presentare le seguenti caratteristiche:

  • Classificazione come presidio medico-chirurgico: non sono ammessi i prodotti concepiti per uso agricolo, bensì quelli autorizzati per usi civili e industriali.
  • Bassa tossicità: l’uso all’interno di locali ad uso civile richiede necessariamente il ricorso a principi attivi che hanno una tossicità acuta o cronica relativamente bassa. Naturalmente anche il ricorso a questi prodotti presuppone l’adozione di tutte le norme in materia di sicurezza.
  • Lunga persistenza, alto potere abbattente, duplice azione per contatto e per ingestione: fatta qualche eccezione, l’insetticida ha effetto sugli scarafaggi che transitano nei siti irrorati, perciò l’insetticida deve persistere per tempi relativamente lunghi (alcune settimane), agire anche con il semplice contatto dei tarsi e dell’addome con le molecole disperse sulla superficie, agire in tempi rapidi, data la velocità con cui si muovono questi insetti (potere abbattente).

In gran parte delle città d’Italia, infine, sono già in atto Ordinanze Comunali che affiancano, all’obbligo di disinfestazione gravante dei Comuni sui beni ed impianti pubblici, anche quello dei privati e condominii, con sanzioni in caso di inottemperanza sino ad €.500. 

DEBLATTIZZAZIONE CON GEL NON INVASIVO E INODORE

È idea diffusa, ma errata, che la deblattizzazione sia un intervento invasivo e fastidioso. Oggi, invece, esiste un innovativo gel inodore, atossico, che non macchia! Si applica in piccole gocce e risulta perfetto per ambienti sensibili quali, ad esempio: cucine, bar, ristoranti, appartamenti, etc.

Questo gel insetticida a base di fipronil, regolarmente registrato presso il Ministero della Salute, non è assolutamente nocivo all’uomo, agli animali domestici e alle cose, se utilizzato correttamente. Per una maggiore riuscita, tale prodotto deve essere utilizzato da solo evitando l’uso contemporaneo di altri insetticidi.

Come funziona e perché è efficace.

Il vantaggio di questa tecnica di deblattizzazione consiste nel fatto che, prima di morire, le blatte avvelenate (per contatto e per ingestione) ritornano ai propri rifugi, dove gli altri scarafaggi si nutriranno delle loro feci e dei loro resti, restando a loro volta vittima del gel.

L’insetticida, infatti, viene trasferito da uno scarafaggio all’altro e la sua particolare modalità d’azione ne prolunga l’attività anche dopo diversi trasferimenti da uno scarafaggio all’altro. Tale meccanismo consente di raggiungere anche le ninfe e le femmine con ooteca, che raramente si allontanano dai loro rifugi, ottenendo così il controllo completo dell’infestazione.

L’efficacia del gel è ulteriormente potenziato dal fatto che rimane appetibile, stabile e attivo fino a 12 settimane, evitando così ogni possibilità di ricolonizzazione del luoghi ad opera di blatte presenti in ambiente vicini e non trattati.

La deblattizzazione con gel in sintesi:

  1. La blatta ingerisce il gel
  2. Ritorna nel suo rifugio, defeca e muore
  3. Le blatte rimanenti mangiano le feci e le parti molli del cadavere contaminato
  4. Intossicate da quanto ingerito, le blatte muoiono grazie all’effetto a cascata dell’insetticida
  5. L’effetto a cascata garantisce la completa eradicazione delle popolazioni di blatte.